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A Palazzo Ducale la mostra fotografica "Gitani & Dintorni" di Roberto Paglianti

Martedì, 23 Gennaio, 2018

 

“Gitani & Dintorni” è l'affascinante titolo della mostra fotografica di Roberto Paglianti che sarà inaugurata giovedì 25 gennaio alle 11 in sala Tobino a Palazzo Ducale, a Lucca.

La rassegna fotografica è promossa dall'Ufficio Pari Opportunità della Provincia di Lucca in collaborazione con la Scuola per la Pace della Provincia, e si inserisce nell’ambito delle iniziative del Giorno della Memoria, quest’anno dedicate anche al Porrajmos, lo sterminio di rom e sinti ad opera del nazismo e del fascismo. 

“Gitani & Dintorni”  - che sarà aperta ad ingresso liberi fino al 18 febbraio ed è curata da Maurizio Marco Tozzi – è una toccante carrellata di immagini del fotoreporter viareggino Roberto Paglianti che da oltre 40 anni racconta gli avvenimenti più importanti della storia italiana - dal suo inizio di carriera con il caso Lavorini fino alla strage di Viareggio.
Nel maggio del 2011 ha deciso di recarsi in Camargue (Francia) per realizzare un progetto dedicato ai gitani che ogni anno si radunano per tre giorni a Le Saintes Maries de la Mer per venerare Santa Sara, la Madonna protettrice di tutti i nomadi del mondo. Una tradizione che si ripete da secoli e che Paglianti ha narrato attraverso la sua macchina fotografica con grande attenzione e delicatezza riuscendo a vivere in prima persona ogni momento di quelle intense e pittoriche giornate fatte di sacro e di coinvolgente folclore. Non solo un meticoloso reportage, ma anche una ricerca artistica nel voler svelare gli aspetti più nascosti dei gitani sia negli attimi di aggregazione ma soprattutto nei numerosi ritratti che evidenziano un popolo che ha sempre portato un se un alone di mistero sino dalle sue origini. Misteri che forse nemmeno gli scatti di Roberto Paglianti sono riusciti scoprire del tutto nonostante l'intensità di quei volti e delle loro particolari gestualità. 
Visitare la mostra “Gitani & Dintorni” sarà però l'occasione per abbandonare molti luoghi comuni e stereotipi per lasciarsi trasportare in un viaggio dall'atmosfera carica di magia che  Paglianti ha saputo mettere in luce con grande maestria. E nonostante i colori siano dominanti in queste giornate di raduno, la scelta è stata quella di presentare le opere esposte esclusivamente in bianco e nero. Un criterio che ha sicuramente enfatizzato maggiormente la celata anima dei gitani. 

Roberto Paglianti nasce a Viareggio il 19 marzo 1946 e, sin da giovanissimo, si cimenta con l'arte avvicinandosi alla pittura e, non ancora diciottenne, si presenta alla critica con una sua mostra personale nella propria città ottenendo un notevole successo. Si avvicina al giornalismo locale e viene folgorato dalla passione per la fotografia giornalistica. Tralascia la pittura e si butta a corpo morto nel fotogiornalismo. Si fa prestare la reflex da suo padre, una Zeiss Icarex che a quei tempi era il massimo che si poteva chiedere per un neofita. Comincia a scattare e vede le sue prime fotografie pubblicate sui quotidiani per una sua immensa soddisfazione. È il 1969 e l'inizio della sua carriera coincide con il caso Lavorini. Il primo caso di kidnapping avvenuto in Italia. Scompare un ragazzino di undici anni e la stampa sia nazionale che internazionale si occupa del fatto. Per Paglianti è l'inizio della sua carriera. Le sue foto vengono pubblicate su tutti i giornali d'Italia e sulla stampa estera. Grazie a questo riesce a tessere legami coi giornali a cui propone continuamente la propria produzione essendo la Versilia di quegli anni il centro del divertimento notturno: con la Bussola di Bernardini, di cui era grande amico; e la Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi. In quegli anni ha fotografato i più grandi artisti che sono passati sulla costa negli Anni '60: Da Celentano a Mina, da Tom Jones a Charles Aznavour, da Ray Charles a Dee Dee Bridgwater. La sua agenzia fotogiornalistica è tuttora attiva e collabora con molti quotidiani. Nel corso della sua carriera oltre a produrre fotografie richieste dai giornali riesce a scegliere anche gli argomenti che poi propone egli stesso ai direttori. Il 29 giugno 2009 e nei giorni successivi, suo malgrado, deve intervenire con la sua Nikon per raccontare la terribile “Strage di Viareggio” con ben 32 morti. Ha sempre asserito di aver fotografato con le lacrime agli occhi nel vivere quei tremendi momenti che avevano colpito proprio la sua città e i suoi cittadini. Per questo servizio giornalistico nel 2010 ha vinto il premio fotogiornalistico “Tremonte” che si tiene a Catania ed alcune delle sue foto sono entrate a far parte del museo stabile di quella città. 

Info:Palazzo Ducale
Sala Mario Tobino
Lucca

Dal 25 gennaio al 18 febbraio 2018
Orario dal lunedì al sabato
dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18