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Otto Secoli di Storia

Piantina di un baluardo delle mura con all'interno la Fortezza Augusta
Alta fortezza con torri e varie insegne delle famiglie gentilizie della Città di Lucca
Dipinto di una delle porte della Città di Lucca in miniatura con due osservatori che discutono
Dipinto di un gruppo di persone che discutono nel cortile di Palazzo Ducale
Dipinto che ritrae una mano che sorregge la città di Lucca
Pannello ligneo con dipinta la Torre di Palazzo
Dipinto della Città di Lucca con sullo sfondo sopra le torri una pergamena con scritta in latino
Disegno della facciata di Palazzo Ducale in bianco e nero
Dipinto di una veduta della piazza S. Michele in Foro in un momento della giornata molto affollatao
Dipinto della Torre e del Palazzo Ducale visti dalla strada con passanti
litografia della città di Lucca del sec. XIX.
Disegno di veduta della Piazza reale di Lucca oggi Piazza Napoleone

 

Palazzo Ducale rappresenta da otto secoli il centro politico ed amministrativo della città di Lucca e l'evoluzione architettonica dell'edificio è legata inscindibilmente alle vicende politiche della Res Publica Lucensis. Nel 1322 il condottiero Lucchese Castruccio Castracani degli Antelminelli, al culmine del suo potere, acquistò un Palazzo intorno al quale fece edificare una fortezza chiamata Augusta, grande quanto un quinto della città. Con la morte di Castruccio Castracani, avvenuta nel 1328, Lucca perse la propria indipendenza. La città subì sei consecutive dominazioni straniere che occuparono l'interno dela fortezza Augusta e riuscirono a ottenere il controllo della città. Solo nel 1369 i Lucchesi riuscirono a riacquistare la libertà, ma a caro prezzo: Carlo IV di Boemia richiese il pagamento dell'iperbolica cifra di 300.000 fiorini d'oro. Era ormai il 1370 ed il Consiglio degli Anziani - massimo organo collegiale della Repubblica - decise di trasferirsi nel vecchio Palazzo di Castruccio. Le mura dell'Augusta, simbolo dell'oppressione straniera, furono abbattute dal popolo Lucchese. L'edificio fu eletto sede delle massime istituzioni della Repubblica di Lucca. Il Gonfaloniere ed il Consiglio degli Anziani vi abitavano stabilmente, inoltre era sede delle riunioni del Consiglio Generale e quello dei Trentasei.
Alla metà del secolo XVI° la residenza degli Anziani si presentava come un pittoresco insieme di costruzioni di varie epoche, collegate fra loro da alcuni cavalcavia. Nel 1577, a seguito dell'esplosione della polveriera, iniziò la riedificazione del complesso. Bartolomeo Ammannati nel XVI secolo e Filippo Juvarra nel XVIII secolo, furono incaricati della progettazione del Palazzo. L'impianto generale dell'edificio, che si snoda attorno ai due cortili, deriva dall'ideatore cinquecentesco mentre la grammatica architettonica del corpo nord è totalmente settecentesca. Grande fu il merito dello Juvarra che seppe inserirsi nel precedente progetto rispettandone i principi basilari, ma creando contemporaneamente una struttura moderna ed imponente. Nel XIX secolo la volontà e l'autorità di due donne energiche e capaci resero possibile il completamento del magnifico Palazzo che possiamo ammirare oggi. Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone e Principessa di Lucca e Piombino dal 1805, commissionò l'edificazione del Quartiere del Trono e l'apertura della grande piazza antistante all'edificio. Nel 1817, a seguito del Congresso di Vienna, la reggenza della città fu affidata a Maria Luisa di Borbone che richiamò da Roma il giovane Lorenzo Nottolini, architetto della Regia Casa dal 1818. Nottolini lavorò assiduamente per trasformare il Palazzo in una Reggia che rispondesse alle esigenze e ai gusti di una Corte Europea. Sotto il suo controllo un'efficiente squadra di pittori, scultori e stuccatori. Egli collaborò alla realizzazione di un omogeneo programma decorativo improntato sulla celebrazione della famiglia Reale.
Nel 1847 il Palazzo entrò a far parte del patrimonio del Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, che donò una nuova quadreria in sostituzione di quella dispersa da Carlo Ludovico di Borbone.
Con l'Unità d'Italia il Palazzo, divenuto proprietà della Corona Sabauda, venne spogliato dei suoi mobili trasferiti in parte a Palazzo Pitti.
Il 5 novembre del 1867, fu acquistato dall'Amministrazione Provinciale alla cifra dell'epoca di 300.000 lire.
L’esigenza di collocare gli uffici dell’Amministrazione Provinciale – la Prefettura aveva già occupato parte del primo e del secondo piano – e le successive ristrutturazioni interne finalizzate all’ospitalità della Corte d’Appello e della Procura Generale trasformarono in modo sostanziale l’unità architettonica del Palazzo.
Entrando nei cortili da piazza Napoleone è possibile ancora oggi percorrere gli otto secoli di storia del Palazzo ammirando il trecentesco muro di Cortile degli Svizzeri, passando attraverso gli archi della cinquecentesca Loggia dell’Ammannati, attraversando il neoclassico Passaggio delle Carrozze fino a giungere innanzi alla Palazzina Nuova di Lorenzo Nottolini.

 

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